Siate scientifici ed europei

Prendere delle decisioni seguendo la logica, dopo aver osservato i fatti e dopo aver sperimentato. Questo è, grosso modo, il metodo scientifico. Lasciatecelo dire: una rottura! Dobbiamo spegnere la televisione, vestirci pesanti, uscire di casa, andare e vedere, ragionare, discutere … e tutto per arrivare a risultati parziali e provvisori, che un altro o addirittura noi stessi, ci troviamo a smentire il giorno seguente.

Provate a pensare al povero Newton, che si è fatto un mazzo tanto, per arrivare a spiegare scientificamente come una mela che cade dall’albero finisce a terra (o sulla tua testa, se ti trovi sotto l’albero). Esperimenti, discussioni, mesi e anni a scrivere e riscrivere.

Poi, qualche ora dopo (vista dalla prospettiva della storia umana) ti arrivano degli altri tizi che se ne vengono fuori col gatto che è sia vivo che morto o ancora peggio che la distanza tra due punti è una linea curva.

Ma davvero, sir Isaac Newton, col senno di poi non sarebbe stato meglio passeggiare coi cani nella tenuta di campagna, mettere incinta le domestiche e trascorrere i pomeriggi a digerire, paonazzo, sul divano?

Anticamente l’uomo ha cercato di spiegare i fenomeni naturali di cui era testimone imputandoli all’azione delle divinità, oppure attribuendoli alla stregoneria o alla magia.

Poi molti secoli fa, un gruppo di persone che oggi chiameremmo “intellettuali” ha iniziato a indagare la natura in un altro modo. È il modo che ancora oggi noi usiamo per capire che cos’è questo mondo in cui siamo capitati e come interagiamo con esso. Succedeva in Grecia, qui, sotto casa, poco tempo fa.
 

L’Europa è la terra della “crisi” ("krisis", nell’accezione greca (1) e cioè “giudizio”). Noi giudichiamo tutto, compresi noi stessi. Le varie prospettive che compongono la nostra identità si intersecano sempre in modo problematico, critico. Cercare delle “radici europee” come fossero degli stabili fondamenti è del tutto utopistico.

Nessuna delle altre grandi civiltà ha queste nostre caratteristiche. Noi nasciamo 2500 anni fa proprio da un atteggiamento critico-problematico, sviluppato da una classe di filosofi-scienziati che non aveva commistioni con i sacerdoti; è la sola grande civiltà in cui è accaduto questo: in India, in Mesopotamia, in Cina, ovunque, chi conosceva, apparteneva alla classe sacerdotale.

L’Europa è quindi costitutivamente “in crisi”. Ed è proprio questo suo essere in crisi e mettere in dubbio, che ci ha reso più forti, che ha fatto vincere il logos occidentale, cioè l’atteggiamento filosofico-scientifico.

(Massimo Cacciari, Radio 3 / Tutta la città ne parla, 24 marzo 2016)

Lesvos, Greece September 24, 2015: Refugees arriving in Greece by boat from Turkey. These Syrian refugees are helped, by Norwegian volunteers, to land their boat near Molyvos, Lesvos (Mytilene). Malcolm Chapman / Shutterstock.com

Questi siamo noi: scientifici, europei, ricettacolo di dubbi. Non ne siamo proprio sicuri, ma nello stesso tempo ne discutiamo per notti intere, fino allo spasimo. Non siamo certi di nulla, perché ci poniamo domande su ogni cosa e la maggior parte delle volte non troviamo le risposte … ma continuiamo ad andare e a cadere.

Questi siamo noi, al nostro meglio: un secchio di sabbia, non una lastra di marmo. Mutevoli. Parziali. Provvisori. (2)

NOTE

(1) Il termine “crisi”, di derivazione greca (κρίσις), originariamente indicava la separazione, provenendo infatti dal verbo greco κρίνω: “separare”, appunto. Il verbo era utilizzato in riferimento alla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano, consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e dalla pula. Da qui derivò tanto il primo significato di “separare”, quanto quello traslato di “scegliere”. In origine, dunque, il termine era di derivazione agricola. Da qui “crisi” acquistò poi una serie di significati secondari, già presenti nella lingua greca. Nel dizionario, oltre al primo significato di “separare”, troviamo in successione: “scelta”, “giudizio”, inteso anche come “capacità di giudizio”, “discernimento”, “interpretazione” di sogni, prodigi ecc. In ambito giuridico “giudizio”, “processo”, ma pure “accusa”, “condanna”. Inoltre “esito”, “soluzione” e “disputa”, “contesa”, “gara”. Infine, in ambito medico, “crisi”, “fase critica”.

(2) "Niente è noiso come le certezze. Niente è vecchio come le certezze" (Michele Serra, L'amaca, 17 gennaio 2016)