Stupidi per selezione naturale

autore Stefano Dal Secco
data 17 Febbraio 2017
discipline Intersezioni
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Hannamariah / Shutterstock, Inc.

Ci sono diverse stranezze e paradossi di taglio scientifico sui quali torniamo spesso con colleghi naturalisti e biologi, davanti a una pizza-e-birra. Uno di questi è che nel corso dell’evoluzione, la specie homo sapiens è stata e sarà sempre composta di individui via via più stupidi. Uno studio recente ci dice che forse non sono solo baggianate da semi-ubriachi.

In Islanda, uno studio di genetica della popolazione che ha coinvolto oltre 100.000 persone nate tra il 1910 e il 1990, ha dato supporto alle nostre chiacchiere (ok, è molto più complesso ma è un divertente punto di partenza).

Come specie, siamo definiti dalla capacità del nostro cervello. L’educazione si occupa di allenare e affinare le nostre capacità mentali” afferma Kari Stefansson, direttore del laboratorio che ha realizzato la ricerca. “È interessante come dallo studio emerga che i tratti genetici collegati a un maggiore tempo impiegato nei percorsi educativi stiano diventando sempre più rari nel nostro pool genetico”.

Lo studio arriva a queste conclusioni evidenziando il fatto che gli stessi geni collegati all’educazione sono (inversamente) collegati anche alla predisposizione a procreare. Portando al livello di conversazione da bar, con cui abbiamo iniziato: chi studia di più fa meno figli e quindi sono sempre di più i figli degli ignoranti.

L’effetto esiste certamente, ma è in realtà molto limitato. Come dire che in effetti la maggiore stupidità genetica ovvero la minore predisposizione allo studio di fatto esiste ma ha un impatto quantitativamente molto ridotto. Tuttavia, afferma Stefansson, se la tendenza continuasse per qualche secolo diventerebbe allora un problema.

Uscendo dall’approccio “bar Mario” occorre dire che lo studio sul legame poligenico tra predisposizione all’educazione e poca fertilità è serio e scientificamente valido, ma comunque limitato a un piccolo territorio. Ha invece soprattutto validità nell’indicare una direzione della ricerca in genetica non legata  più all’ambito teorico o squisitamente clinico ma anche più ampiamente sociale.

Riguardo all’educazione poi, l’influenza della genetica è davvero marginale rispetto a quella sociale: i geni remano contro lo sviluppo dell’educazione per lo 0.04% in un decennio, mentre a livello sociale, nel secolo scorso, il QI medio è cresciuto del 3% ogni 10 anni.

Allora, se nella vostra città o sul vostro posto di lavoro vi sembra di incontrare solo persone stupide, le possibilità sono due: 1) conoscete semplicemente le persone sbagliate (e perciò datevi da fare per cambiare le vostre frequentazioni) oppure 2) state troppo tempo su Facebook e vi siete radicalizzati; gli altri non sono stupidi, ma la pensano semplicemente in maniera diversa dalla vostra (in questo caso, state per qualche tempo senza social e senza talk show in TV e, quando potete, fate un giro al paesello dei vostri nonni e chiacchierate coi vecchi e coi bambini che forse ci sono ancora per le viuzze).