Ti odio!

autore Stefano Dal Secco
data 15 Dicembre 2017

Inizio con una digressione (un colpo basso, accidenti!) Mio figlio mi ha detto che non legge quasi mai quello che scrivo, perché scrivo sempre di cose spiacevoli e sono pessimista. Mi sono stupito. So che lui non è stupido, e so che io sono da sempre un discreto – se non buono – ottimista. Non so perché prendo in considerazione quasi sempre situazioni di crisi o quadri irrisolti.

Immagino perché esistono punto e basta, e perché mi saltano agli occhi, le anomalie (non era male neanche “animalìe” vero?) e quindi non ha senso ignorarle. Immagino perché non mi piace “vincere facile”. O perché abbiamo avuto questa incredibile occasione di nascere umani invece che batteri o cavallette o lemuri, e mi sembra incredibile che dal momento che ne abbiamo la possibilità non siamo tutti posseduti dal fuoco sacro di voler sapere tutto, capire TUTTO!

Oggi comunque mi sono riproposto di porre solo domande. Nessuna risposta. Le risposte le dia ognuno per conto suo.

Sono davvero un po’ confuso (sarà il Natale che si avvicina a passi da gigante, oltre che mio figlio che mi ha spiazzato) e non so rispondere a questo quesito che mi attanaglia: perché tutti odiano tutti? Non serve andare a scomodare bianchi e neri, cristiani e musulmani; basta limitarsi alle appartenenze più piccole e apparentemente innocue per trovare incomprensioni e intolleranza.

Ognuno appartiene a una grande tribù quindi (la nazione o il continente) e a una religione (almeno a livello culturale, diciamo). Ma ognuno è anche parte del proprio gruppo degli appassionati di primatologia cinese, di enologia del Collio goriziano, del bluegrass suonato col banjo, di falegnameria tribale, di scarpe col tacco. E anche solo fermandoci a queste piccole, minuscole cose, TUTTI SI ODIANO. Quelli del banjo odiano quelli della chitarra (sono dei cercopitechi col manico) quelli del collio odiano quelli del sagrantino (sa sempre di tappo) e via di questo passo.

Odio ovunque. In certi momenti ( situazioni ancora un po’ più civili, un periodo storico in cui non è ancora stato sdoganato l’odio di stato o quello di Facebook) invece che di odio fatale può trattarsi anche semplicemente di cercare di evitare chi la pensa diverso da te, chi è fisicamente diverso da te, chi trascorre la giornata in maniera diversa da te.

Chi ama il rock trova intellettuali e pretenziosi quelli che ascoltano il jazz (la musica è un interessante campo di battaglia … ) per non parlare di quelli che vanno in montagna e quelli che vanno al mare, quelli che hanno studiato e quelli no, e tra i primi quelli che hanno fatto lo scientifico contro quelli del classico.

 

 

Ma santa peppina, perché nessuno sopporta la diversità? A me sembra la cosa più basilare e importante del mondo!

La biodiversità funziona, almeno su questo pianeta (ma da quello che ho capito anche in genere, ovunque – cioè in fisica, oltre che in biologia). Tante specie diverse riempiono meglio le nicchie ecologiche, funzionano le catene alimentari, e via così. Tanta variabilità genetica all’interno delle specie garantisce una grande difesa contro malattie e vari altri imprevisti.

Le monocolture sono un disastro (specie quelle stile Monsanto, con organismi cloni, addirittura); non c’è variabilità intraspecifica o interspecifica, le specie sono fragili e attaccabili. Occorre spendere tempo e miliardi di dollari per tirar su barriere e difese di ogni tipo perché non esistono quelle naturali, sul grano monospecifico (con agenti di difesa esterni, meccanici e soprattutto chimici, oppure con manipolazioni del DNA).

Pensate poi alle enclave umane, le piccole comunità in cui gli individui si accoppiano tra di loro per molte generazioni, per cause geografiche o culturali e che producono spesso prole con svariate tare genetiche. Al contrario, l’incrocio tra esemplari geneticamente molto lontani, è un toccasana per la conservazione e l’evoluzione della specie. Vale per piante, uomini e altri animali; gli zoo ad esempio, nei programmi per le specie minacciate, non fanno incrociare i consanguinei; uno zoo italiano per esempio cerca un cavallo di Przewalski che sia geneticamente molto differente e che magari stia in Russia. Beh, non sarebbe una cosa accettabile fare i test genetici per decidere quale donna umana far accoppiare con quale uomo, tuttavia … talvolta uno pensa che sia un peccato non poterlo fare, con certe zucche vuote che saltano fuori.

Perché allora non sopportiamo ciò che è diverso, in generale (persone diverse, tradizioni diverse, abitudini diverse) se è così evidente che la variabilità genetica è ricchezza?

Odiamo quelli con un’altro colore della pelle, odiamo quelli che pregano in ore diverse del giorno e con un’altra postura, odiamo quelli che con i loro organi sessuali fanno cose diverse da quelle che facciamo noi, odiamo quelli ricchi, quelli poveri, quelli allegri, quelli musoni, quelli che vogliono fare il bagno invece della doccia, odiamo i vegetariani e i carnivori, odiamo ovviamente quelli di destra e quelli di sinistra, odiamo quelli che vestono di rosso, quelli che portano abiti troppo pesanti, quelli che portano i pantaloni troppo lunghi o troppo corti, i jeans strappati, le bretelle, le cravatte a papillon, quelli che leggono gialli, quelli che non lo fanno, quelli che fanno colazione col bacon e quelli con la brioche, odiamo Grillo, odiamo Renzi, odiamo Obama, odiamo Trump … odio mia madre, mio figlio, mio marito, mia moglie, odio TUTTIIIIII!!!

Va bene. Gran calma.

Allora, posso capire, a livello psicologico, che uno sia arrabbiato, che non sopporti il mondo, cioè un’ampia gamma dei comportamenti umani. Capita a tutti. Posso anche capire che ci siano momenti in cui vedi rosso e ti si spegne il cervello. Ma non dovrebbe essere SEMPRE così. Non puoi vivere sempre INFURIATO.

Ma, statisticamente, più hai studiato, hai letto, hai pensato, meno sei incline a queste pratiche “preistoriche”. E, sempre statisticamente (almeno nella gran parte del mondo che non è l’Italia) mano a mano che il tempo passa i cittadini sono un po’ più acculturati (facciamo una media dai, anche considerando due polli e zero polli, due lauree e zero lauree). Perché allora, e torno a chiederlo ancora una volta, non siamo tutti molto più curiosi, più tolleranti, più tranquilli, più intelligenti?

 

 

Ve l’ho detto che oggi non è aria, e mi fermo qua, senza regalarvi nessuna risposta, neanche di quelle strampalate che di solito vi infilo alla fine.

I soliti miei amici molto studiati, raccontano la solita storia del fatto che stiamo ancora parzialmente vivendo nella savana in piccole tribù e dell leone che ci vuole mangiare. Lo so. Ci credo … ci ho anche scritto un sacco di articoli sopra, quest’anno. Ma accidenti, davvero neanche una speranza di uscire dalla savana? Neanche quest’anno? E quest’anno peggio del precedente? Davvero, nemmeno qualche giorno ogni tanto? Davvero nemmeno quelli più in gamba e più intelligenti tra noi? Davvero neanche quelli che vivono vicino a me? Dai, almeno un paio di quelli!

Io sono capace di pregare nessuna divinità. Certi giorni davvero ne avrei voglia, ne avrei proprio la necessità. Facciamo, che siccome è Natale, una preghierina la buttò là lo stesso.

Senti, Darwin, ci provo con te, tanto credo che vada bene lo stesso:

“Caro Darwin Natale, fai che tutti si evolvano in fretta, che azzecchino le combinazioni filogenetiche giuste e che le generazioni si assestino e vadano avanti senza far passare migliaia d’anni. Non occorre che andiamo a smenarla con una nuova specie, basta che aggiusti un po’ questa qua. Fa che non torniamo indietro e che non rifacciamo gli stessi errori, caro Darwin Natale. Fa che una cosa semplice come la variabilità genetica e sociale diventi compresa e accettata da tutti. Fa che tutti siano curiosi e non tanto partigiani. Fai che tutti cambino idea senza far troppe cerimonie e senza sentirsi menomati in qualcosa. Dacci una mano per fare in modo che i maschi non facciano del male alle femmine, e che le femmine siano comprensive con le imperfezioni dei maschi. Per favore fai che qualsiasi chiacchierata non sia una guerra nè una battaglia e che scompaiano quelli che vogliono vincere ogni giorno in ogni cosa ad ogni costo in ogni momento. Ti prego infine, e soprattutto: fai smettere alla gente di odiarsi, quelli dell’ufficio di qua con quelli dell’ufficio di là, quelli fermi al semaforo, quelli che c’erano già prima con quelli che arrivano dopo, quelli che abitano di qua del fiume con quelli di là, i gialli coi rossi, coi verdi coi bianchi, coi marroni, coi neri. Caro Darwin Natale, so che non farai nulla di tutto questo perché dici sempre che le cose si evolvono per selezione naturale, ma questa volta avremmo davvero bisogno di un “aiutino da casa”. E se proprio puoi fare solo un paio di cose: 1) fai sbranare Donald Trump da un leone scappato dallo zoo di Washington e 2) fai felice mia moglie e mio figlio (una cosa per tutti e una per me, che non te ne chiedo mai). Per il resto ne parliamo e cerchiamo di lavorarci su insieme, ok?”.